1 marzo 2018

BARBAGROG

 

 

2 giocatori

30 – 60 minuti

10 anni o più

 

anno   2018

regole di   Davide Bassanelli

grafica di   Aurora Scarpellini   e   Davide Bassanelli

 

Ogni confezione di Barbagrog (una vela con apposite tasche interne), interamente fatta a mano e numerata, contiene: regole in italiano, 1 diario di bordo, 1 legenda, 1 scafo dei pirati, 1 albero maestro, 1 dado pirografato, 1 gòmena, 2 porti imperiali, 3 isole dei pirati, 6 navi da guerra imperiali, 2 navi dei pirati, 1 nave prigione, 1 piovra gigante, un sacchetto contenente 16 tasselli.

 

E’ il XVII secolo. Le battaglie tra pirati e navi imperiali imperversano nelle acque dei mari tropicali e le loro gesta giungono, da oltre oceano, fin nelle sfarzose capitali europee. L’ultima notizia parla della cattura di Barbagrog!, il famigerato capitano barbaresco, da decenni spina nel fianco delle flotte mercantili di qualsivoglia bandiera. Al grido di “O Grog, o Morte!” riuscirà la sua impavida ciurma a liberarlo prima che venga gettato nelle umide prigioni dell’Impero?

 

 

Barbagrog è un gioco che simula la battaglia navale tra due schieramenti, da un lato la sfuggevole nave pirata, che dovrà armarsi di barili di Grog e intrepide ciurme, dall’altro l’inesauribile flotta imperiale, navigante a protezione della nave prigione. Particolarità del gioco è il movimento delle navi, attuato con un gesto semplice e intuitivo, che richiama efficacemente le manovre marine e cala letteralmente il giocatore nelle insidiose acque delle isole tropicali.

 

 

I dadi in legno sono fatti e pirografati a mano, per richiamare il gioco tradizionale che i Pirati praticavano durante i loro frequenti momenti di riposo nei porti delle isole tropicali.

Le tessere, in cartoncino foderato, sono state ottenute per mezzo della cianotipia (risalente alla metà del XIX secolo), una tecnica di stampa a contatto, mediante raggi UV, che richiede un negativo della stessa dimensione dell’immagine finale. Un esempio di stampa cianotipica è la Mappa di Barbagrog, rinvenuta, dice la leggenda, tra le sabbie delle isole barbaresche!